Peso: 72,1 kg
Ieri una mia amica mi ha detto
che si vede che sono dimagrita. Non le ho detto di essere stata dalla
dietologa, né propriamente di essere a dieta, mi sono limitata a dire che non
sto mangiando alimenti lievitati per vedere se sono intollerante, il che è un
bel compromesso visto che quasi tutte le cose che fanno ingrassare sono
lievitate ed ho una scusa per rifiutarle se mi vengono offerte.
Comunque non ho intenzione di
dire che sono a dieta. Lo sanno soltanto il mio fidanzato e una mia amica che è
stata anoressica. E i miei genitori, solo perché era inevitabile che lo
sapessero. Conosco gente che quando si mette a dieta lo dice a tutto il mondo,
per ricevere complimenti o per sentirsi più motivata, non saprei, ma non
appartengo a questa categoria.
Non mi è mai piaciuto pubblicizzare quel che faccio col mio
corpo – mi sembra paragonabile a raccontare in giro che ho il ciclo o che ho
appena preso un’aulin per il mal di testa – ma negli anni sono diventata
davvero gelosa delle mie diete. Quando ho fatto la Dukan per la prima volta ne
parlavo tranquillamente, spiegavo il suo funzionamento a chi mi chiedeva
chiarimenti, raccontavo anche i miei progressi in termini di peso, mentre la
seconda volta, quando l’ho ripresa, ho cercato di tenerlo nascosto il più
possibile, fingendo di prediligere sempre i secondi o le verdure o
semplicemente evitando le occasioni di mangiate in compagnia.
Il fatto è che voglio evitare la
pressione degli altri. Voglio evitare che tutti si aspettino che dimagrisca in
fretta e visibilmente e di deludere quindi le loro attese ma soprattutto voglio
evitare che ad un certo punto comincino a preoccuparsi, a starmi addosso, a
controllare tutto ciò che faccio. Perché ad un certo punto, inevitabilmente,
succede.
Dicevo della Dukan. Appena iniziata
era tutto un “che brava, io non potrei mai vivere senza la pasta” “Che forza di
volontà!” “Sei sicura che non vuoi neanche uno Spritz? Ma come fai?”, ma
superata la soglia dei cinquantacinque chili l’ammirazione si è trasformata in
apprensione. Credo sia normale che i miei amici si preoccupino, conoscendo i
miei trascorsi, ma a volte ho l’impressione che la loro preoccupazione li
spinga all’ipocrisia, convincendoli a dirmi “ma ora fermati, stai bene così!”
anche se segretamente pensano che due o tre chili in meno non mi starebbero
male.
So che l’attenzione delle
persone che ci vogliono bene passa anche attraverso le forme più fastidiose di
apprensione e di controllo ma non sono pronta a giustificare quello che mangio
o, peggio, a rispondere a domande cretine del tipo “Ma perché ti metti a dieta?
Stai benissimo così!” che per quanto mi riguarda è un po’ come chiedere ad un
fumatore “Perché fumi? Stai benissimo così!”. Per me fare diete, dimagrire,
ringrassare e ridimagrire è un vizio, proprio come il fumo. E proprio come i
fumatori se decido che voglio tenermi questo vizio non riesco a gestire le
proteste e le obiezioni degli altri, fossero anche mosse dalle più nobili delle
motivazioni. Insomma, saranno anche fatti miei quello che faccio del mio corpo,
ad un certo punto.
Voi in che categoria
rientrate? Siete a vostro agio ad ammettere di essere a dieta (io ho un amico
che ogni giorno m’informa del suo peso! Sconvolgente, io non l’ho mai detto a
nessuno quanto peso.) oppure non lo confessate mai?
Un bacio a tutte!
