Peso: 60,9 kg
La
sessione d'esami è alle porte, io passo molto più tempo a casa, la
maggior parte del quale da sola, e ho molte più occasioni per pesarmi.
Mi peso dieci volte al giorno, forse di più. Mi peso al mattino appena
sveglia, seguendo il solito rituale - mi alzo, vado in bagno, mi tolgo
tutto tranne le mutande, mi sciolgo i capelli e salgo sulla bilancia.
Poi scendo, mi raccolgo i capelli e risalgo. Poi la terza ed ultima
volta, con i capelli di nuovo sciolti e senza mutande - poi mi ripeso
dopo aver fatto colazione (170 grammi di yogurt greco determinano un
incremento di circa 300/400 grammi, chissà per quale ragione misteriosa)
e poi dopo pranzo, a metà pomeriggio, prima e dopo aver fatto ciclette,
prima e dopo cena, prima di andare a dormire per fare un pronostico sul
peso della mattina successiva, mi peso persino in piena notte, se mi
capita di alzarmi per andare in bagno o per andare a bere.
Mi
peso vestita e svestita, qualche volta anche con le scarpe. Mi peso in
pigiama o con gli abiti con cui faccio ciclette, mi peso col cellulare
in mano e poi senza per vedere se cambia qualcosa, per provare la
sensibilità della mia bilancia.
Ma lei non è sensibile, è un'aguzzina impietosa che mi sbatte in faccia verdetti crudeli quando meno me l'aspetto.
Lunedì mattina,
per esempio, mi ha accolta con un 63.4kg, un chilo e mezzo in più
rispetto al giorno prima, due chili in più rispetto a sabato. È vero, ho
mangiato risotto taleggio e noci domenica a cena,
ma avevo preventivamente fatto un'ora e mezza di ciclette! E un chilo e
mezzo, per un piatto di risotto e uno spiedino con mozzarelline e
pomodori datterini non sarà un po' troppo?
C'è che ovviamente lunedì ho praticamente digiunato.
Lo so che non si fa, ragazze, lo so.
Ma
avevo un inspiegabile chilo e mezzo in più sulle chiappe e lunedì sera
dovevo andare a un aperitivo a sorpresa per un amico di famiglia, e sua
moglie ha quasi sessant'anni ma è magrissima, non potevo andarci con la
consapevolezza di essere COSÌ grassa. Ho pranzato con due pezzetti di
feta senza olio, all'aperitivo io e il mio fidanzato siamo arrivati in
ritardo perché lui lavorava e me la sono cavata con due assaggini dal
suo piatto e una forchettata di torta e martedì mattina il
peso era rientrato nei ranghi - 62 - ma ho comunque storto il naso alla
proposta di A. di uscire a cena e gli ho imposto una triste insalata
greca, con un filo d'olio e poco sale.
Lo
so, sono una stronza egoista, ma l'unica cosa che volevo, più di ogni
serata piacevole e/o romantica, era rivedere il 61. Ieri la bilancia mi
ha concesso questa gioia e così sono tornata a rigare dritto: 70 grammi
di pasta integrale a pranzo e per cena ho superato me stessa e mi sono
addirittura cimentata nel tacchino tonnato, una versione light del
vitello tonnato con fettine di tacchino al forno al posto del vitello e
Philadelphia light al posto della maionese. Niente di esaltante, ma
rispetto ai pasti al limite dello squallore che faccio di solito quando
sono da sola (come bresaola presa direttamente dalla confezione o un
pacchetto di crackers integrali) era quasi Masterchef.
Quello
che mi pesa è essere schiava di un mucchio di vetro e ferro tenuto
insieme da due viti e una resistenza elettrica. Ogni mattina la consulto
e scopro se sarà una bella giornata, o se dovrò odiarmi, punirmi,
triplicare l'allenamento.
So
cosa potreste pensare: allora non pesarti. Se fosse così facile l'avrei
già fatto, no? E, in effetti, l'ho fatto sporadicamente: quando ho
toccato il mio minimo storico e dovevo necessariamente prendere peso non
mi sono pesata per tutta l'estate e a settembre ero risalita a 47kg. E
poi quando ho ricominciato a ingrassare dopo la Dukan, nel 2012, anche
allora smisi di pesarmi per non dover assistere alla disfatta quotidiana
del mio corpo che si ribellava alla mia volontà e della mia volontà,
troppo debole, che cedeva al mio corpo. Salvo questi episodi, non sono
mai riuscita a gestire la mia dipendenza dalla bilancia. È capitato
addirittura che me la portassi in vacanza, per non doverne usare una non
mia o, peggio, per non dovervi rinunciare del tutto.
"Non
pesarti tutti i giorni, le variazioni di peso da un giorno all'altro
sono normali". Sono io che non sono normale. Se non mi posso pesare vado
ancora più in crisi, do per scontato di essere ingrassata (perché
collego il fatto di non pesarmi ai periodi di ingrassamento,
inevitabilmente) e restringo preventivamente.
La
bilancia per me è come una madre severa, di quelle che usano le
punizioni come strumento educativo, non come la mia, che non mi ha mai
negato il permesso di uscire. È la bilancia a vietarmi di cenare fuori il venerdì e il sabato.
O il venerdì o il sabato. E il sabato esclude la domenica, è naturale. E
in settimana niente sgarri, a meno di occasioni speciali, ma in quel
caso bisogna recuperare il weekend.
La
bilancia non accetta scuse e giustificazioni. Non vale neppure la
storia del ciclo - che tanto prendendo la pillola che blocca
l'ovulazione la settimana di sospensione è solo un palliativo, ma a
questo giro la faccio, tanto questo weekend avrò da studiare - per
spiegare un aumento di peso: se sono ingrassata è perché ho mangiato
troppo, tutto qui.
Invece
certi giorni è buona e rassicurante. Diventa più indulgente, e posso
anche smezzare una fetta di viennetta con la mia compagna di studio.
Io
vorrei essere una persona stabile ed equilibrata, davvero, e smettere
di predicare bene e razzolare male. Vorrei essere in grado di accettare
un invito all'ultimo minuto, invece di accampare scuse surreali. Vorrei
essere una fidanzata allegra e spiritosa, e chiedere al mio fidanzato di
fermarsi a prendere la pizza quando esce dal lavoro alle nove e mezza e
mangiarla direttamente dal cartone, il mercoledì sera (di sera, e per
di più in mezzo alla settimana!) oppure scofanarci una vaschetta di
gelato mentre guardiamo un film o rimanere a letto a farci le coccole
la domenica mattina,
anziché alzarmi per fare ciclette prima di andare a pranzo dai suoi.
Vorrei andare a fare l'aperitivo con mio padre quando non lavora o
andare insieme alla Roadhouse il giovedì sera che fanno gli hamburger a
metà prezzo e ci andavamo sempre quando ero al ginnasio e aveva aperto
da poco, e io prendevo sempre la bistecca ribeye con la patata al
cartoccio con la panna acida, il burro e il bacon. Tutti e tre su
un'unica patata al cartoccio! Di sera, e di giovedì.
Ma
non ce la faccio. Penso sempre di aver fatto tanti progressi perché ora
mangio in pubblico, mangio la pasta, mangio le cose condite, venerdì sera vado ad un compleanno e sono contenta, ma sono
più le cose che non riesco più a fare di quelle che ho ripreso a fare,
sono sempre di più le cose che mi mettono in crisi di quelle che so di
poter controllare. E attraverso questo limbo da ormai cinque anni, e
dico sempre di voler guarire, ma.