venerdì 8 gennaio 2016

ciò che rimane di noi - 2015 in cifre

Questa notte non riuscivo a dormire, così ho messo l'iPod in riproduzione casuale e ho aspettato il sonno ascoltando la musica, come ho sempre fatto quando l'insonnia minacciava il mio riposo. Ad un tratto è partita una canzone di Ligabue, Ciò che rimane di noi, che non avevo mai ascoltato con grande attenzione e che questa notte, improvvisamente, mi è sembrato che parlasse di me, di voi che condividete esperienze simili alle mie qui su Blogger, di tutti quelli che vorrebbero scrollarsi di dosso un passato ingombrante:

dopo il giro nell'abisso
Non sei più lo stesso
puoi solo andare avanti
con tutto quanto addosso

Queste parole mi hanno colpita perché sono un po' il sunto delle riflessioni di questi giorni, avviate dalla lettura dei vostri commenti e dei vostri blog e che vorrei tenermi come base di partenza per questo anno nuovo appena cominciato e quindi ancora ricco di promesse e forse di illusioni: il passato non si può cancellare, né si possono spegnere i pensieri premendo su un interruttore.
Tutto quello che è stato ce lo portiamo dentro, ha permeato le nostre ossa e i nostri organi vitali e disfarcene sarebbe come tagliar via un braccio o una gamba o un polmone. Dobbiamo tenercelo lì, anche se fa male. 
Devo smettere, insomma, di sperare di svegliarmi una mattina e scoprire che sono miracolosamente guarita, che non penso più alle calorie, che sono diventata ottimista, allegra, attiva, perché non succederà. Questo non vuol dire che sono - siamo - condannata a soffrire per sempre, ma è improbabile che tornerò ad essere quella di prima. In questo gioco imprevedibile che è la vita le regole non sono molto esplicite, ma una è certa: non si torna indietro, si può solo andare avanti, con tutto quanto addosso.

Però alla fin di questo dolore
potremmo sempre e comunque contare
su ciò che rimane di noi

E cosa rimane di me, all'inizio di questo nuovo anno? Per farne un bilancio preciso e non viziato dal cattivo umore delle ultime settimane, e dato che non riuscivo a dormire, ho preso l'agenda del 2015 e ho ripercorso l'anno appena trascorso basandomi esclusivamente sui numeri, che tutti dicono essere più onesti delle parole, in questi casi. 
Da buona compilatrice seriale quale sono e sono sempre stata, io riempio le mie agende di liste, elenchi di cose fatte e da fare, tabelle e simili, perciò non mi è stato difficile recuperare il riassunto del 2015 in cifre, ed ora ve lo riporto, per poterne tirare le somme insieme.
  • Giorni positivi: 197
  • Giorni negativi: 121
(Abitudine conservata da uno dei primissimi periodi di terapia della mia vita, prima ancora dei dca. Mi avevano consigliato di fare un bilancio della giornata prima di andare a dormire e di segnarla in giallo o in blu sul calendario a seconda che la considerassi una giornata felice o triste. Tanto per darvi un metro per valutare questi risultati ci sono stati anni quasi interamente blu e il 2014, senza andare troppo lontano, contava 285 giorni blu. I giorni che sfuggono al computo sono quelli per cui ero in difficoltà a tracciare una linea netta tra buono e cattivo, anche se non sarebbero previsti dalle "regole del gioco")
  • Chili persi: 8
  • Chili presi: 3,5
  • Giorni di digiuno: 2
  • Giorni in cui ho saltato almeno un pasto principale: 43
  • Abbuffate compulsive in solitudine: 1 (ho mangiato una vaschetta di sushi in macchina, nel parcheggio del supermercato, con le mani e rischiando più volte di rovesciare la salsa di soia sul sedile del passeggero)
  • Cene/pranzi alla fine dei quali ho pensato di essermi abbuffata e mi sono sentita in colpa: 61
  • Episodi di misure compensative esagerate (più di tre ore di sport al giorno): 52
  • Episodi di vomito autoindotto: -
  • Attacchi di panico: 3
  • Notti insonni: 14
  • Pensieri suicidi: -
  • Episodi di derealizzazione/depersonalizzazione:2
  • Giorni in cui, almeno una volta nel corso della giornata, ho pensato di essere grassa: 340
  • Giorni in cui, almeno una volta nel corso della giornata, mi sono sentita bella: 48
  • Giorni in cui mi sono sentita stupida ed inutile, ingrata o cattiva: 80
  • Giorni in cui, invece, mi sono sentita utile a qualcuno e ho sentito di aver fatto qualcosa di giusto o ammirevole: 29
  • Giorni in cui ho pensato di non farcela e che tutti i progressi fatti fino a qui siano solo un'illusione: 23
  • Uscite rifiutate a causa del senso di inadeguatezza: 22
  • Uscite accettate nonostante mi sentissi a disagio/brutta/triste/non ne avessi voglia: 84
  • Uscite proposte/organizzate da me: 35
  • Viaggi di varia durata, dai più lunghi ai weekend: 9
  • Obiettivi raggiunti: 4, ovvero laurearmi, fare un'esperienza lavorativa "vera", cioè in regola e con orari prestabiliti (benché per ora ancora senza stipendio), aiutare il mio migliore amico a laurearsi, decidere cosa fare dopo la laurea.
  • Obiettivi falliti: 3, ovvero smettere di pensare ossessivamente al peso/cibo, andare a convivere col mio fidanzato, essere presa al dottorato (anche se ammetto di aver fatto un unico tentativo improvvisato prima ancora di laurearmi)
Ci sono altre voci nelle mie liste, come i cibi nuovi assaggiati o i ristoranti scoperti o i panorami mozzafiato ammirati, ma non vorrei tediarvi eccessivamente e credo, comunque, che le sopraccitate siano le più degne di nota, sufficienti a trarre un bilancio del 2015.
In definitiva è stato un anno positivo, a tratti molto positivo, e i momenti bui rispetto al 2014 (per non parlare degli anni precedenti) sono stati relativamente pochi e circoscritti ad alcuni periodi dell'anno. Certo, non sono mancati giorni di sconforto e pensieri autodistruttivi, ma sono in diminuzione rispetto agli anni precedenti e questo non può che farmi piacere, vuol dire che posso continuare questa tendenza, nonostante le inevitabili battute d'arresto.
Si sa che all'inizio dell'anno ci è concesso sognare, fare grandiosi propositi e prometterci un sacco di cose che poi non si realizzano mai, perciò per ora voglio credere che questo 2016 sarà un anno buono, checché se ne dica degli anni bisestili.


6 commenti:

  1. Non molto tempo fa sono stata in un reparto ospedaliero in cui si occupavano di alcolismo e la dottoressa che ci seguiva ci stava spiegando come non si guarisca dall'alcolismo e come sia qualcosa con cui si può convivere, anche bene, ma che bisogna tenere a bada per tutta la vita, COSì COME I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE.
    7 paroline dette senza darci neanche tanto peso, ma rappresentative di una verità che al momento mi ha schiacciato.
    No, non possiamo liberarcene del tutto e a meno che non ci facciano una lobectomia non possiamo dimenticare quante calorie ha il pane, quante il formaggio e quanto pesa ad occhio quella mela.
    Un po' come andare in bicicletta, ormai è un automatismo e avremo sempre una consapevolezza maggiore rispetto agli altri.
    Quello che dobbiamo cercare di cambiare è il modo in cui quella consapevolezza la sfruttiamo, i sentimenti verso noi stesse e gli obiettivi.
    Dio, gli obiettivi sono la cosa che proprio dobbiamo cambiare più di tutte.
    Perché io posso benissimo sapere che il pasto che ho appena fatto ha, mettiamo, 245 calorie, ma quello stesso numero ha un significato ben diverso se il nostro obiettivo è pesare 40 chili o pesare un X peso sano ed utilizzare l'energia per la vita.
    E quello stesso numero ha un significato ancora più diverso se il nostro obiettivo a breve termine della giornata è mangiare il meno possibile o sorridere e passare una bella serata con una persona amata.
    So che sembrano ipocrisie e come sai io parlo, ma il mio equilibrio è ancora molto lontano dall'essere stabile.
    Però volevo condividere con te questa presa di coscienza riguardo al "guarire": non si guarisce, ma si può cercare di indirizzare quelle che sono le nostre ossessioni, smussandole ed adattandole ad una vita.
    E sottolineo vita, non esistenza passiva in attesa di "quando sarò magra".
    Leggendo le tue liste è ovviamente saltato all'occhio il punto "sentirsi grassa", che riguarda il 90% dei giorni dell'anno passato (nonostante i chili persi siano più di quelli presi, ma tanto sappiamo quanto questo non sia in realtà così significante perché se fossimo delle persone obiettive non saremmo qui probabilmente).
    è bello invece che le uscite proposte da te siano più di quelle rifiutate, denota comunque una voglia di fare e non solo un'accettazione passiva della vita.
    Anche perché sinceramente da quello che io vedo di te su Facebook tutto potrei dire tranne che sei una "morta", visto che ho ammirato le foto dei tuoi viaggi, la scelta del tuo look in tinta per la laurea (che guarda caso è anche il colore con cui indichi i tuoi giorni positivi!), la bellissima coppia che formate tu ed il tuo ragazzo ed il sorriso che hai nella maggior parte delle foto.
    So che un social network non rispecchia la vita reale, ma so anche che qui invece si ha la tendenza a riversare più il negativo che il positivo.
    Per cui auguro a tutte le parti di te un 2016 il più giallo possibile (che poi cos'hai contro il blu? io lo amo! :))
    Un abbraccio forte
    Gly

    RispondiElimina
  2. Ciao Euridice! Leggendo questo post io, in realtà, ho sorriso.
    A me è sembrato un anno di gran lunga positivo. Chi è che non ha giornate no anche senza problemi con il cibo di ogni tipo?
    Chi è che qualche volta non si sente inadeguato, o fuori luogo o fa qualcosa di sbagliato?
    I tuoi giorni "blu" sono, passami il termine, normali.
    Non credi?
    E non ti sembra una grande cose per poter sorridere?
    Sarà che forse io cerco solo la normalità, ormai...

    Scusa questo commento un po' scialbo. Mi sono detta di non commentarvi mai quando sono di umore nero, ma questo post con queste tabelle e conti mi ha attirato perché io faccio la stessa cosa (i miei giorni sì sono verdi e i miei giorni no rossi, però!).

    Un abbraccione!

    RispondiElimina
  3. Sono rimasta sinceramente stupita da tutta questa precisione, da questa minuziosità e costanza che hai.
    Io non riuscirei a portare avanti questo piccolo "progetto", dopo neanche un mese lascerei bianco il calendario a causa della noia e della sensazione di inutilità che avrei addosso.
    Eppure riconosco che il bilancio del tuo anno sia uno spunto di riflessione, un inno di coraggio dinanzi al riassunto matematico e giornaliero della tua vita. E' bello affidarsi ai numeri, oltre che alle sensazioni.

    Dall'esterno ho sempre percepito (e invidiato in senso buono) che tu stessi vivendo un anno ricco di cose belle, di soddisfazioni ed esperienze, nonostante qualche piccolo (e normale) rallentamento.
    Su facebook ho sempre guardato le tue foto sorridenti, i numerosi viaggi (per me sono tanti dato che non viaggio mai, per paura, per spese eccessive, per scarsa compagnia) mi hanno ancor più convinto nel mio pensiero.
    Perciò vai fiera di questo 2015, fidarsi della parola di una sciocca come me non è così facile e scontato, ma te lo dico col cuore.

    Ti abbraccio Euridice!
    Ps. Per quanto riguardo il tema "Guariremo mai dal DCA? dalle sue sensazioni?" la mia risposta continua ad essere la stessa.
    Sono sempre più sicura che non potremmo cancellare tutto definitivamente, ma solo essere brave ad accantonare la brutta esperienza, ricordandola come spunto per stringere i denti di fronti ai nuovi ostacoli.
    Quando si cambia credo che sia impossibile tornare indietro, possiamo soltanto cambiare nuovamente, in modo migliore, ma avremmo comunque consapevolezze ed insegnamenti diversi rispetto al nostro punto di partenza.

    RispondiElimina
  4. Per sognare, sperare e soprattutto mettercela tutta c'è un anno intero... e speriamo tanti altri.
    Ti abbraccio.

    RispondiElimina
  5. Ciao Euridice,
    intanto devo farti i miei complimenti per tanta precisione scientifica! Davvero, sono sbalordita! Io non avrei mai tanta costanza, credimi.
    Ma è stato un bene averla, ed ora possiamo vedere nero su bianco gli effetti positivi.
    I giorni positivi sono più dei negativi e sono molto più numerosi dell'anno precedente.
    Hai raggiunto obiettivi, non ti sei procurata il vomito (o quel segnetto voleva dire no comment?), sei uscita volentieri senza pensare poi troppo a cosa avresti mangiato e insomma tutto sommato io lo valuterei come un anno decisamente positivo.
    Soprattutto mi viene spontaneo pensare che sia un ottimo punto di partenza per il 2016 che deve essere strepitoso.
    Che ne dici?
    Abbracci stretti.
    K.

    RispondiElimina
  6. Mi rispecchio in tutto ciò che dici, anche io soffro di attacchi di panico a momenti e sono sotto psicofarmaci per non esserne colta...sei forte, e determinata a raggiungere il tuo obiettivo! Anche per me quest'anno nuovo è uno come i tanti, solo uno in più in cui sperare....ti seguo

    RispondiElimina